Scuola Restauro Roma
Cattedrale di Anagni

Anagni, dominante la valle del Sacco, nella Ciociaria Ernica, è città carica di arte e di storia: fiorente centro degli Ernici già prima della fondazione di Roma, entrò poi nell'orbita romana, divenendo un centro strategico per il controllo della valle del Sacco e delle vie Latina e Labicana, strade che avevano un percorso comune proprio nei pressi di Anagni e che la mettevano in comunicazione con i maggiori centri limitrofi, nonchè con Roma e con il Sud.

Fu meta di piacevoli soggiorni per alcuni importanti personaggi, tra i quali Pompeo, Cicerone e l'imperatore Marco Aurelio, il quale si trattenne più volte a Villa Magna, una tenuta posta ai piedi dei Monti Lepini, di fronte ad Anagni. In una lettera al suo maestro Frontone, scritta intorno al 145 a.C. egli ce ne ha lasciato una succinta descrizione "Quindi visitammo questa antica città (Anagni), piccola in vero, ma piena di molte cose antiche e in particolare di sacri edifici e religiosi riti. Non v'era angolo che non avesse o un santuario, o un'area sacra o un tempio".

Con il sopraggiungere del Cristianesimo Anagni si trasforma, arricchendosi di chiese e divenendo sede vescovile. Tra i tanti vescovi anagnini è importante ricordare almeno Pietro da Salerno, che durante il suo vescovado (1062-1105), ricostruì la Cattedrale dedicata alla Vergine nella parte della città che era stata occupata dall'Acropoli romana.
Nel frattempo la città prende sempre con maggiore frequenza il ruolo di centro di soggiorno e, spesso, di rifugio di Pontefici, ponendosi anche in evidenza per l'emergersi di due famiglie, che tanta parte avranno nelle vicende del Papato: quella dei Conti e quella dei Caetani.

Visse il suo momento più glorioso attorno al XIII secolo allorchè tra il 1198 ed il 1303 Anagni dette i natali a ben quattro, grandi Pontefici, tra i quali Innocenzo III e Bonifacio VIII.

Un documento dell'11 settembre 1280, la "Sententia Diffinitionis Parrocchiarum", realizzato per le precise pertinenze territoriali delle ben 23 parrocchie di Anagni fornisce utili indicazioni sulle dimensioni -veramente ragguardevoli - della città a quel tempo. Poche sono le Chiese ricordate nel documento ancora oggi visibilie, purtroppo queste hanno tutte perso - tranne il duomo - la loro originaria fisionomia
Tra queste si possono ricordare S. Andrea, S. Paolo, S. Maria in Criptis (odierna Madonna del Popolo), S. Angelo e S. Michele.

Oltre alle chiese rimangono a testimonianza della floridezza raggiunta dalla città alcuni palazzi, quali il palazzo comunale, con un'ardita fuga di arcate sulla stretta via di accesso, il palazzo di Gregorio IX e di Bonifacio VIII, appartenuto ai Caetani, che con la sua caratteristica di fortilizio è un esempio tipico di Palazzo baronale del medioevo.

Con la morte di Bonifacio VIII ed il periodo dell'esilio avignonese cominciò però per Anagni, come del resto per Romae per tutti i centri legati alla Curia Pontificia, uina parabola discendente che concluse la stagione più luminosa di questa cittadina, ancor oggi peraltro orgogliosa del suo passato e dei tesori che questo le ha lasciato in eredità.

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